Un giretto in pista

16 Maggio 2019

Il brivido della velocità

Succede che negli ultimi anni, tra maggio e luglio, l’autodromo di Monza apre i cancelli della pista lasciando libero accesso ai ciclisti. L’orario è quello serale, dopo le normali attività di pista tra le 18,00 e le 20,00, per due giorni la settimana. In quelle sere il “tempio della velocità” si trasforma in un velodromo dove gruppi di stradisti, con le loro specialissime ultraleggere, possono allenarsi senza pericoli spingendo al massimo e tenendo medie altissime, ma anche dove semplici appassionati, con normali biciclette, possono provare l’emozione di percorrere i 5.793 metri della pista rasentando cordoli e infilando chicane come i piloti della F1. Nelle scorse settimane ci sono entrato più volte, sia con la bici da strada per fare un po’ di gamba che con le city bike con più tranquillità. Luisa non è mai entrata in pista con la bicicletta, così stasera l’accompagno a scoprire alcune tra le curve più famose al mondo.

 

… fa un certo effetto pedalare dove di solito corrono solo le automobili …
un giretto in pista 001
autodromo di Monza, al Serraglio

Il bike tour

C’è parecchia gente stasera, entriamo dal cancellone e siamo subito lì sulla starting line: tanta gente, tanti curiosi che si fermano per un selfie tra i ciclisti che sfrecciano a velocità incredibili. Noi non abbiamo fretta, ci portiamo fuori dalle traiettorie dei velocisti e procediamo con calma. Quando lo vedi in tv con le macchine che vanno a tutta (qui è stata tenuta la media più alta della storia della F1: 264,362 km/h!) non ti rendi conto di due caratteristice del circuito che invece noti subito quando lo percorri con calma in bicicletta: la larghezza della pista e il fatto che c’è poca pianura. È tutto un su e giù, più accentuato nella zona del Serraglio, ma lungo tutta la pista con quelle leggerissime pendenze che fatte a tutta mettono a dura prova le gambe dei ciclisti. Prima variante, poi il curvone e quindi la seconda variante, quella detta “della roggia”, Lesmo 1, Lesmo 2, il Serraglio, la Variante Ascari.

le curve che hanno fatto la storia della F1
autodromo di Monza, verso la parabolica

Veloci sul traguardo

Iniziamo il rettilineo portandoci tutti a sinistra, da dietro sentiamo il rumore del gruppo che arriva: sembra il ronzio di uno sciame di calabroni! Ci passano via senza neanche vederci, concentratissimi e velocissimi. Siamo alla Parabolica, adesso via a tutta fino a raggiungere la finish line e passare sotto al podio a sbalzo sulla pista.

autodromo di Monza: finish line

Un altro giro e poi a casa

Stop per foto. Due ragazzi mi vedono fermo e mi chiedono di farla anche a loro una foto sotto al podio: sono gasatissimi … Torniamo indietro di qualche decina di metri per imboccare la pit lane e passare davanti ai box, vuoi andar via senza passar di qua? All’uscita della pit lane c’è il cancello per uscire dalla pista, Luisa vuole fermarsi, ma visto che è ancora presto decido di fare un altro giro. Stavolta son più veloce, anche se non ho nessuna intenzione di pedalare a tutta, finisco il giro e raggiungo Luisa che mi aspetta ai vecchi box, fuori dalla pista. Siamo nel Parco, il clima è mite e la luce della sere è spettacolare tra gli alberi, così allunghiamo un po’ la strada di rientro percorrendo questi viali. È impossibile venire al parco senza incontrare qualche conoscente, infatti incontriamo diversi amici che passeggiano o pedalano prima di cena: si chiacchiera, si gode il fresco intanto che ci si muove tutti lentamente. Così, quando passiamo davanti al Chiosco ci guardiamo in faccia e senza parlare ci sediamo al tavolino e … Taaaac: aperitivo nel verde! Invidia eh …

Mario Cossa

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