Schivando temporali in Engadina

27 Luglio 2019

Piove, ma uscirà il sole

Ci proviamo oggi e come dicono dalle mie parti “se va c’ha le gambe”.

Temporali previsti su tutto l’arco alpino, però forse in Engadina riusciamo a beccare qualche buco di sereno, così eccoci in macchina sulla strada verso Chiavenna sotto un cielo grigio piombo e qualche scroscio di pioggia qua e la. Tappa a Chiavenna: le mitiche brioches di quella bella pasticceria sulla strada (non si fanno nomi, ma se non la conoscete peggio per voi…) ci aspettano come ogni volta che passiamo di qua. Dopo il caffè si ragiona meglio e anche il cielo, guardando verso la Val Bondasca, sembra rasserenarsi un po’ (!). Arriviamo alla frontiera con la Svizzera e iniziamo a salire verso il Maloja Pass: le idee sono tante, vediamo com’è il meteo lassù e decidiamo cosa fare. Arriviamo e cerchiamo un parcheggio, quando scendiamo dalla macchina quattro goccioline fini fini ci fanno subito capire come andrà a finire. Ci prepariamo e decidiamo di fare qualcosa di facile e veloce cercando di schivare i temporali previsti.

 

… estate, inverno, sole, pioggia, neve: l’Engadina è sempre uno spettacolo  …
engadina, ciclovia 1

Arrivano i primi temporali

Imbocchiamo la sterrata che costeggia il lago, la ciclabile che porta verso St.Moritz. Prima un po’ in saliscendi, poi in decisa salita passiamo la Val Fedoz e la attraversiamo veloci veloci: dall’Italia stanno entrando nuvoloni neri che coprono le vette e laggiù in fondo stanno già scaricando acqua a catinelle. Siamo in discesa e le nuvole ci hanno quasi raggiunti, i goccioloni son sempre più fitti e pesanti quando ci colpiscono, per fortuna che siamo arrivati a Sils Maria: come diversi altri bikers ci infiliamo nell’atrio della funivia dove si sta caldi e asciutti, qui siamo più o meno a 1800 m di quota e anche se è luglio non fa caldissimo

engadina: temporale in val fedoz

Laghi e montagne sotto la pioggia

Aspettiamo, come tutti, che spiova un po’ e dopo una mezzoretta ripartiamo. Decidiamo di rientrare, però passando sull’altra sponda del lago dove sembra che non piova. In effetti le nuvole sono li sullo spartiacque di confine con l’Italia, belle abbarbicate alle montagne. Ogni tanto ce n’è una che si stacca e tenta di venir più in qua ma con scarsi risultati. Imbocchiamo la cantonale in direzione Maloja, ma arrivati a Plaun da Lej la abbandoniamo: visto che di qua del lago non sembra così deciso a piovere proviamo a salire fino al paesino di Grevasalvas per poi tornare a Maloja dal sentiero Segantini.

engadina: piove!

Grevasalvas e i colori del Segantini

Quando in inverno la neve copre tutto e il lago è gelato il panorama è ancora più suggestivo, ma anche oggi ha il suo perché. La sterrata sale morbida senza strappi con tornanti e traversi nel bosco rado di larici, per poi uscire tra i pascoli dove Grevasalvas ci accoglie come sempre con scorci e giochi di luce spettacolari tra le baite in legno vecchie di qualche centinaio di anni. Sopra di noi le pareti del Piz Lagrev, di fronte la val di Fex e le cime del Bernina avvolte da nuvoloni neri. Però verso la Val Bondasca e l’Italia sembra migliori. Ci veniamo spesso da queste parti ed ogni volta riusciamo a stupirci di questi scorci, da questi giochi di luce: capisco il grande Maestro Segantini che ebbe a scegliere questi luoghi da ritrarre “appropriandosi” di luci e colori meravigliosi.

engadina: salite e temporali
engadina: salendo a Grevasalvas
engadina: Grevasalvas
Baite d'Engadina

Manca solo Heidy con le caprette

Riprendiamo a pedalare, anche se dopo poco la strada lascia il posto ad un sentiero a tratti poco pedalabile. Lo sapevamo e l’avevamo messo in conto, però … arriviamo dove il sentiero inizia a scendere deciso verso Maloja: il punto è spettacolare, un balcone sull’alta Engadina. Infatti gli svizzeri ci hanno posizionato una bella panchina.

engadina
engadina in mtb
engadina: panorama sulla val Bregaglia

Terrazza panoramica con panchina

Ci tocca tirar fuori tutta la tecnica che abbiamo per scendere questo tratto esposto e con mille sassoni a sbarrare il sentiero in ogni dove, ma arriviamo a Maloja senza danni e senza cadute. Qualche centinaio di metri ancora da pedalare e arriviamo al punto di partenza: tutto sommato ci è andata bene, ha iniziato a piovere quando avevamo un tetto per ripararci e abbiamo fatto un bel giretto panoramico e divertente. Anche per oggi possiamo tornare a casa soddisfatti.

vista sull'Engadina
Mario Cossa

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