Quando pensi di averle viste tutte …

30 Marzo 2021

Gravellata brianzola

La primavera è letteralmente esplosa in questi giorni: inizia a fare decisamente più caldo, gli alberi e i prati fioriti sono uno spettacolo e nonostante tutte le limitazioni dovute alla pandemia di Covid le persone hanno una gran voglia di muoversi all’aria aperta. Chi cammina nel Parco di Monza, chi sui sentieri della Brianza, chi fa giocare i bambini nei prati, chi pedala in sella alla propria bici. Ecco …

Mountain bike, E-bike e gravel

Fino a un paio di anni fa il mondo bike si divideva tra stradisti e bikers, poi sono arrivate le E-bike a portare scompiglio tra gli strenui sostenitori del pedalare con fatica e sudore e quelli del pedalare con l’assistenza del motore. Ruote larghe, ruote strette, telai in carbonio, alluminio e acciaio, insomma nel tempo la confusione è cresciuta e la bici si è diffusa sempre più. Ultimo “ritrovato” del mondo bike sono le gravel  – e qui evito di addentrarmi nell’argomento dove gli espertoni filosofeggiano alla grande – una tipologia di bici che è riuscita nell’intento di mettere tutti i c***i sopra ad una sella.

… gravel ovunque anche sui tracciati brianzoli  …
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Tante bici in giro, tante gravel…

Attraverso il Parco e mi dirigo verso la ciclovia del Lambro, è martedì pomeriggio ma di gente a piedi e in bici ce n’è in giro un sacco: è un bel percorso sia a piedi che in bici, e poi passa vicino a tanti paesi qui in Brianza. Pedala, pedala, sali, scendi, vai finchè non arrivo al mulino di Baggero dove mi fermo per una foto. Arrivano alcuni ragazzi in mtb che avevo sorpassato qualche chilometro prima, si fermano davanti al cartello con la mappa del percorso e iniziano a discutere tra di loro: devono arrivare al lago di Alserio ma non sanno neanche dove si trovano adesso. Mi intrometto e gli spiego la strada, ascoltano in religioso silenzio poi mi  ringraziano e ripartono contenti: la loro prima avventura su due ruote rischia di finire alla grande! Riparto anch’io, ma per rientrare. E dopo pochi chilometri … taaac … era li che mi aspettava …

… dopo i ciclisti dispersi, il ciclista in panne a bordo sentiero …
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Quando pensi di averle viste tutte …

E’ la prima volta che imbocco questa variante alla ciclovia del Lambro, divertente. Con un largo giro mi riporta sulla strada decisa per il ritorno e pedala, pedala mi avvicino a casa. Sono quasi arrivato in Canonica, ed eccolo la che mi aspetta: in fondo al sentiero vedo un biker fermo, palesemente in difficoltà con la sua nuovissima, bellissima, costosissima, sofisticatissima, …issima gravel da millemila euro. E’ vestito di tutto punto come si conviene al buon gravellista trendy, la bici è appoggiata a terra e lui le gira intorno, tocca la ruota e poi guarda lo smartphone. Si riabbassa, ritocca la ruota, riguarda lo smartphone. Si accorge che arrivo e mi sembra più sollevato, mi osseva arrivare con uno sguardo tra la richiesta d’aiuto e il “mi potrò fidare?”. Rallento e chiedo “serve una mano?” “… ho forato … ” è la risposta.

Forature, smartphone e tutorial su youtube

Mi fermo e rifaccio la domanda: “Problemi? Serve una mano?”. A questo punto lo sguardo si fa implorante, mi spiega che ha forato, che ha la bici nuova (“…l’ho ritirata stamattina dal rivenditore…”), che è diversa da quella che aveva (!?!), che deve tornare a casa perchè ha un’importante video call di lavoro, che ha guardato i tutorial su youtube ma non riesce lo stesso a riparare la gomma. Cioè: non sa proprio da che parte si comincia, a smontare la ruota, zero assoluto. Quando sono arrivato io si stava giocando l’ultima carta: chiamare il rivenditore per farsi spiegare come fare ” … perchè con quel che costa la bici dovrà pur garantirmi l’assistenza …”. Cerco di spiegargli che non funziona proprio così, che almeno a questi inconvenienti bisogna saper far fronte ma non mi ascolta neanche, riprende ad armeggiare con lo smartphone e mi fa vedere il tutorial “ecco, vedi, ma chi li pubblica questi video? Come si fa a capire qualcosa da questo tutorial …”. Non guardo il video e non rispondo, smonto la ruota e cambio la camera d’aria (per fortuna il rivenditore gli aveva montato sotto sella la borsettina col necessaire) e in un attimo lo rimetto in sella.

Cambio gomme come in un pitstop

Mi guarda stupito, mi chiede dove ho imparato, su che sito l’ho visto fare, se mi sono esercitato a casa, se ho fatto un corso specifico o se mi era già capitato. Mi veniva da ridere ma restavo quasi serio, l’ho salutato e son ripartito intanto che lui guardava la sua bici riparata e ripeteva dentro di se i movimenti che ho fatto io. A quel punto ho cominciato a ridere, così, da solo. Non per il biker improvvisato, ma pensando alla faccia del rivenditore che avrebbe potuto ricevere la telefonata di richiesta di aiuto. Ecco, avrei voluto esser li …

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Alla fine ne è comunque uscito un bel giro

Nonostante gli incontri con i Gravellisti improvvisati mi sono divertito pedalando questi 66 chilometri per la maggior parte sterrati e con più di 500 m di dislivello positivo. Mai salite impossibili, però con diversi strappi brevi ma nervosetti. La traccia? Bè, qui sotto la potete vedere sulla mappa.

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Mario Cossa

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