Il Tracciolino della Val Codera

8 Giugno 2019

Panorami, rotaie e gallerie

Quando vuoi fare un giro in mtb, di quelli che quando lo racconti agli amici il tuo sguardo torna a quei panorami e ti viene il magone, devi andare per forza al Tracciolino della Val Codera. Parliamo di un percorso di una ventina di km che seguono quasi la curva di livello dei 900 metri di quota, scavato nella roccia con gallerie e tratti estremamente panoramici sul lago di Novate Mezzola, la Val Chiavenna, il monte Legnone. Il dislivello lo si supera tutto sulla strada in buona parte asfaltata che dal paese di Verceia sale fino a incontrare il Tracciolino. Però, se la salita non ti piace, puoi sempre pagare il pedaggio e salire fin lassù con l’auto. Vista la bella giornata estiva e visto che Marco voleva fare un bel giro, “… ma bello bello però! …” gli propongo proprio il Tracciolino. Ovviamente salendo con l’auto fin dove è possibile, visto che gli viene il fiatone e inizia a sudare solo a sentir parlar di salita. Dobbiamo fermarci cinque o seicento metri prima della fine della strada, ci sono un sacco di auto già parcheggiate in ogni spazio possibile.

tracciolino 001

La “mini ferrovia”

Fa caldo e siamo al sole, ma è una questione di pochi minuti di sofferenza perchè in breve arriviamo sui binari del Tracciolino. Già, perchè il percorso è stato creato intorno agli anni ‘30 per creare captazioni di acqua da destinare alla produzione di energia elettrica. C’era quindi una mini strada ferrata dove correvano i carrellini di servizio per chi lavorava in galleria, sul primo tratto del percorso si pedala proprio tra i binari! Da sempre molto frequentato dagli escursionisti, con l’esplosione del fenomeno mtb (adesso E-mtb) è diventato un must anche tra i bikers.

 

si pedala sui binari per un bel tratto di strada
tracciolino: bikers e mezzi strani

Le gallerie

Qualche anno fa ENEL ha messo in sicurezza il percorso proprio per l’utilizzo delle mtb, sistemando il sentiero e montando protezioni a valle nei tratti più esposti. Ha anche illuminato le gallerie, ma è sempre meglio aver con sè una torcia elettrica. Iniziamo a pedalare il primo tratto, ma è un continuo fermarsi a far foto, del resto con una giornata così! Poi arriviamo alla prima galleria, la più lunga coi suoi 300 e passa metri. Dritta come un fuso quando entri vedi la luce laggiù in fondo, ma si pedala sempre guardando a terra per paura di qualche buca improvvisa, così una miriade di gocce d’acqua gelida ti cascano regolarmente sulla nuca.

 

Si pedala quasi al buio nelle gallerie
tracciolino: la lunga galleria
tracciolino in galleria

Il sentiero è scavato nella roccia

Poi si esce alla luce del sole, cioè si inizia a entrare e uscire da una miriade di vallette e canaloni, con brevi gallerie in curva buie, strette e basse finchè non si entra nella Val Codera vera e propria dove la mulattiera entra in bosco di castagni secolari.

tracciolino

A un certo punto però il sentiero è interrotto da una grossa frana, così bisogna scender di sella e prendere un ripido sentiero in discesa che raggiunge un piccolo e antico ponte in pietra sul torrente. A questo punto occorre iniziare a salire, sempre spingendo la bici, per recuperare il dislivello perso. In tutto una quarantina di minuti o anche meno, però belli faticosi. Si arriva così al piccolo borgo di Codera: non ci siete mai stati? Malissimo! A piedi o in mtb bisogna andarci almeno una volta!

tracciolino, Codera

Manca poco a mezzogiorno così parcheggiamo le mtb sotto ad un albero e ci sediamo al tavolo del rifugio per mangiare qualcosa. Ci rilassiamo e ci riposiamo, dovremo poi rifare il percorso a ritroso per tornare all’auto. Le cose belle duran sempre poco, così ci tocca rimettere il casco in testa e ripartire: peccato, all’ombra c’è un’ariettina fresca che invoglia a pisolare.

tracciolino: pausa pranzo a Codera

Colpi d’occhio differenti al rientro

Scendiamo al ponte e iniziamo a risalire verso il Tracciolino col brasato che fatica a restare nello stomaco, ma una volta finita la salita e rimontati in sella tutto torna alla normalità. Il percorso è quello fatto stamattina, ma cambiando il senso di marcia cambiano anche prospettive e panorami, poi con le luci del pomeriggio sembra di vedere posti nuovi. Arriviamo all’auto sudati ma contenti: una giornata così va vissuta fino in fondo, che poi te la ricordi per un bel pezzo!

tracciolino: panorama sui laghi
Marco sul Tracciolino
Mario Cossa

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