il Devero Est

18 Settembre 2019

Devero Est

È uno dei tour più belli che si possono fare in mountain bike se si vuole esplorare tutta l’area del Devero

Dove ci troviamo?

Se guardi la mappa del Piemonte nel suo punto più a nord, proprio sopra al lago Maggiore, il territorio si incunea nella Svizzera tra la valle del Rodano e quella del Ticino, seguendo il corso del fiume Toce. Stiamo parlando dell’alta Ossola, chiusa a settentrione da grandi montagne sempre coperte da ghiacciai: il Basodino, l’Arbola, il monte Leone, il Blinnenhorn e molte altre cime. Ecco, l’alpe Devero si trova proprio lassù e con l’Alpe Veglia è uno dei luoghi più spettacolari delle Alpi: ampie conche prative, rododendri, lariceti, laghi, un luogo dove poter fare lunghe e panoramiche escursioni. Di solito ci veniamo in inverno, con sci e pelli di foca, per salire queste belle cime nel silenzio della montagna coperta di neve. Ma oggi siamo qui con le nostre mountain bike e dopo aver sudato su quelle ripide salite e aver goduto di quei panorami ci siamo domandati: “ma perchè non ci siamo mai venuti prima in mtb?”

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Cronaca della giornata

il meteo prevede cielo sereno con leggeri annuvolamenti pomeridiani e temperature abbastanza calde, oggi saliremo parecchio in quota e quindi aver la certezza di ottime condizioni meteo è basilare. Ieri ho caricato la traccia sul mio gps non prima però di aver dato un’occhiata alla mappa, quella cartacea: è fondamentale per avere una panoramica del percorso e del territorio! Oggi partiamo presto da Monza e come al solito ci fermiamo a Baceno per un caffè al solito baretto, quello dove in inverno si fermano tutti gli scialpinisti che salgono da queste parti. Le brioches son belle fresche, anzi ancora calde, vuoi lasciarle li? Una a testa e poi si riparte. Facciamo solo pochi chilometri prima di arrivare alla centrale elettrica di Goglio dove lasciamo l’auto e scarichiamo le mtb. Decidiamo di fermarci qui così scaldiamo un po’ le gambe su asfalto prima di affrontare gli sterrati e i trail del Devero. E poi la vecchia mulattiara sbuca sulla strada proprio li dietro, così siamo a posto anche per la discesa. Tanto per cambiare iniziamo subito a pedalare in salita, tranquilli e senza correre: oggi è venerdì e non c’è in giro anima viva, se anche pedaliamo affiancati per chiacchierare non diamo fastidio a nessuno.

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Arriviamo all’Alpe Devero

Marcolino, come sempre, è più veloce di me, quindi lo lascio andare col suo passo e io salgo col mio con più calma. Quando sbuchiamo nella conca del Devero ci fermiamo un momento a guardarci intorno: in tutte le stagioni qui è sempre uno spettacolo! Ripartiamo subito pedalando in piano, la in fondo però ci sarà da soffrire.

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Laghi, montagne, alpeggi e Wi-Fi

Infatti … Siamo sulla bella sterrata che porta a Crampiolo e le pendenze ci fanno subito capire quanto ci sarà da faticare oggi. Entriamo nel lariceto e dopo poco tempo arriviamo nella conca di Crampiolo: quassù siamo ben lontani da paesi o città, ma la zona è ben servita dal wi-fi free …

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Salite toste e panorami

Adesso il gioco inizia a farsi duro veramente: la sterrata si inerpica con pendenze che ci fanno penare e ci fa prendere quota rapidamente. Il tempo passa, qualche nuvola vela a tratti il cielo ma i giochi di luce sull’acqua dei laghi la sotto e tra i radi larici quassù meritano parecchie foto.

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Finalmente spiana, cioè, diventa quasi pedalabile quando arriviamo al Bivacco Alpe Forno. Siamo al giro di boa: da qui inizia il traverso in quota verso l’alpe Naga e quindi la discesa che ci riporterà a Crampiolo e quindi al Devero.

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Iniziamo la discesa

Panorami spettacolari, laghetti tra i magri pascoli, alte montagne: “ma di qui siam già passati con gli sci! Ti ricordi quanta neve?” … “ Vero! Poi ci siamo infilati in quella valletta, che sciata! Però adesso il nostro sentiero gira più a destra, dobbiamo risalire quel dossetto!”. Qualche passaggio tecnico ci fa tirar fuori tutto il mestiere, poi per un breve tratto dobbiamo anche spallare: il torrentello si è portato via il sentiero!

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Crampiolo è sempre la sotto, ma in men che non si dica ci troviamo tra le baite dell’alpe. Da qui al devero è uno sparo, ancora qualche foto poi ci arriviamo. Ci fermiamo alla fontana e riempiamo le borracce, però per dissetarci preferiamo la fresca birra del bar li accanto.

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Ci riempiamo ancora gli occhi di tutto sto ben di Dio che ci circonda poi ricominciamo a scendere e dopo poche decine di metri siamo sull’asfalto. Questo non ci piace! È un attimo però, l’imbocco della vecchia mulattiera è subito qui. Con una discesa veramente goduriosa torniamo al punto di partenza. Bravo Marcolino, anche oggi hai proposto un gran bel tour!

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