Domenica mattina la Valle del Reno si presentava così, dopo un giorno e una notte di nevicata ininterrotta. Ma andiamo con ordine: uscita finale del corso di scialpinismo CAI Monza, una bella due giorni a Splugen. Partenza sabato mattina, neanche troppo presto, sotto un cielo grigio e piovigginoso. Ultimo caffè decente prima del confine Svizzero e poi via direzione San Bernardino. Man mano che la strada sale la pioviggine si trasforma in nevischio, ma appena usciti dal tunnel vento e neve la fanno da padroni. Parcheggiamo a Nufenen e sci ai piedi saliamo verso Horneralp. La spalla dell'Einshorn ci ripara dal vento mentre nebbia e neve ci avvolgono per tutta la salita

Discesa veloce nella nebbia, fa anche un freddo becco, poi subito a Splugen per prender possesso della casa che ci ospiterà per la notte. Siamo in tanti oggi tra allievi, istruttori, annessi e connessi. Del resto chi rinuncierebbe mai alla due giorni finale del corso? Chi è arrivato tardi a prenotarsi …… Scarichiamo le macchine e la Marghe è subito operativa: in un attimo organizza la squadra che prepara la merenda per tutti. Beh, merenda è riduttivo …… Dai che dobbiamo andare alle terme! Sono tutti dei missili a prepararsi e a salire in macchina: Andeer e le sue terme ci aspettano. Dopo la sciata del mattino e la merenda della Marghe stare nella piscina all'aperto a mollo nell'acqua calda è uno spettacolo! Nevischia, ma che ci frega? Dobbiamo ancora fare sauna e bagno turco! Il tempo passa veloce, fuori tutti dalle terme e rientro a Splugen per la cena. Tralascio pietosamente le immagini della serata, però non tralascio i complimenti a Daniela che ha preparato la cena per tutti e poi è rimasta a casa….. Continua a nevicare abbondantemente per tutta la notte: al mattino ci tocca sbadilare non poco per poter uscire con le auto.

Oggi saliremo al Mittaghorn, un bel 1100 m di dislivello su un terreno che permette di sciare anche con queste condizioni d'innevamento. Dopo una radura iniziale ci inoltriamo nel bosco: sembra un'immagine da favola: la nebbiolina, gli abeti coperti di neve e strane creature variopinte che salgono sci ai piedi

Il sole cerca di rompere la cortina di nuvole, ma con scarsi risultati, regalandoci però bellissime immagini

Lasciamo il bosco, anzi il Fantabosco, iniziando ad avanzare in campo aperto dove riprende a tirare un venticello sottile ma freddo e teso. Raggiungiamo la Seehutte: giacca a vento e un sorso di tè caldo, poi si riprende a salire.

Ormai manca poco in dislivello, però in sviluppo …… Passin passino arriviamo anche noi in vetta però, e vista la temperatura non ci attardiamo troppo a toglier le pelli e a preparci per la discesa. Tanto per cambiare il freddo mi ha bloccato la fotocamera, ci srebbe stato molto da fotografare in discesa. Già perchè appena entrati nel fantabosco il tutto ha preso una piega "creativa", con una discesa che resterà per sempre negli annali del corso: bosco fitto e ripido, alberi abbattuti, una gran quantità di neve (a tratti) e passaggi che restan scolpiti nella memoria. Insomma una discesa del cavolo dove tra un "porcone" e qualche curva ci siamo però divertiti tutti. Per fortuna che era avanzata un po' di birra e la nutella per la merenda! Ahahahahahahahahahahah!

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